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BOTANEA

Si sentiva la mancanza, sul mercato, di una colorazione del tutto naturale, in grado di soddisfare le esigenze di donne dall’animo green o con problemi di particolare sensibilità cutanea. Per questo, i laboratori L’Oréal, già da molti anni, erano alla ricerca del prodotto ideale, del tutto naturale e con l’etichetta più corta in assoluto, composta da tre soli ingredienti”. Così ha esordito Giovanni Fulignoli, Test Room Manager L’Oréal Italia, che abbiamo intervistato per capire come è nata Botanea, la prima colorazione vegetale professionale di L’Oréal Professionnel, da quali esigenze, come si è giunti a mettere a punto il prodotto, a chi è rivolta questa nuova tipologia di colorazione e come impatterà sul futuro dell’ambiente e delle abitudini delle consumatrici in ambito hair care. Fulignoli, che si occupa dei test della messa a punto dei prodotti professionali L’Oréal prima del lancio sul mercato, ci ha fornito tutte le risposte, prevedendo anche il futuro di questa nuova tipologia di prodotto, ovvero la colorazione naturale dei capelli, composta da piante, olio di cocco e acqua: “Un servizio che si aggiunge a quelli esistenti e che in prospettiva diventerà di massa. Un percorso che iniziamo oggi con le nostre consumatrici e che vedremo svilupparsi molto nei prossimi anni”.

A chi è rivolta questa nuova categoria di colorazione?
“Al nostro cliente, che è il parrucchiere e alla consumatrice finale, la donna che cerca il naturale e per varie ragioni, perché è amante del bio e per questo disposta anche a spendere di più oppure perché allergica ai prodotti tradizionali, alla colorazione chimica e si lascia tentare dal prodotto naturale. Ma anche da colei che è attenta all’ambiente, alla salvaguardia dell’ecosistema e che in Botanea trova tutte le risposte poiché essendo composta da pochi ingredienti, polveri vegetali e olio di cocco, non rilascia sostanze nocive nelle acque di scarico, essendo tutto biodegradabile. Infine, Botanea si rivolge anche al parrucchiere con approccio green al proprio lavoro e con clientela che richiede prodotti diversi dai tradizionali, alle quali adesso può dare risposta”.

Questo nuovo prodotto ha impiegato 10 anni per venire alla luce nella sua completezza. Da dove è nata questa esigenza, dato anche che la mania del green si è sviluppata soprattutto negli ultimi anni?
“L’uomo si colora i capelli con piante, in particolare con l’henné, da molti millenni, pensiamo all’antico Egitto. Dunque esistevano già polveri sedicenti naturali ma che in realtà all’interno contenevano della chimica per riuscire a colorare i capelli bianchi e a ottenere un colore vivo nel tempo. Noi abbiamo impiegato un bel po’ di anni per mettere a punto Botanea perché volevamo arrivare in questo mercato in maniera “onesta”, ottenere un colore vegetale, puro al cento per cento, del tutto naturale, senza additivi e con l’etichetta più corta in assoluto: polvere e olio di cocco che la avvolge, da miscelare con acqua calda. Tutto qui, questo colora i capelli”.

Quali sono stati i problemi principali con i quali vi siete dovuti confrontare?
“Le tre polveri di Botanea, Henna, Indigo e Cassia, che provengono dall’India, sono sostanze del tutto naturali che ci “costringono” a dipendere totalmente dalla natura. E la natura non sempre è la stessa, ci sono stagioni più aride e altre più piovose ad esempio, che ci hanno obbligato a lavorare molto per ottenere lo stesso standard di potere colorante raccolto dopo raccolto, insistendo sul controllo di qualità perché, ad esempio, se un raccolto di henna conteneva il 4 per cento di pigmento, magari la stagione dopo questo scendeva allo 0,3 per cento, quindi con un ampio divario. E raccogliendo una volta l’anno, abbiamo impiegato molto tempo per risolvere questo problema, ovvero arrivare al titolo esatto, alla quantità corretta di pigmento che ci serviva per colorare i capelli e a lavorare il raccolto in essiccazione e concentrazione”.

Questo tipo di colorazione può essere utilizzata da donne con particolari problemi, come dermatiti acute, psoriasi e problemi cutanei di vario tipo?
“Il fatto che un prodotto sia naturale non è detto che sia più leggero e non dia reazione allergica. Perché si può essere allergici a qualunque cosa, quindi 48 ore prima dell’applicazione del colore si può fare il test allergico: si applica una quantità di prodotto grande come una monetina da un euro della miscela prescelta sull’avambraccio e se in questo lasso di tempo non accade nulla si può procedere con la colorazione. Se si hanno problemi, meglio evitare. Quello che ci conforta è che essendo una formulazione così elementare come numero di attivi, si capisce subito a cosa si è allergici, non avendo un numero elevato di ingredienti tra i quali indagare. Inoltre, nella nostra documentazione spieghiamo che è meglio evitare miscele realizzate con sostanze che non siano acqua, tipo tè nero, tè verde, yogurt come si fa con altre colorazioni naturali perché prodotti che si assumono per via orale possono essere più sensibilizzanti se applicati sulla pelle. Per questo consigliamo solo acqua calda per miscelare le polveri”.

Botanea può essere utilizzato da donne in gravidanza?
“Il problema delle colorazioni, soprattutto in passato, per le donne in gravidanza riguardava le sostanze nocive contenute nelle formulazioni, in quantità molto elevate tali da influire sul feto. Nel frattempo, queste quantità si sono abbassate molto, quindi non c’è più quel rischio ma siccome il sistema immunitario e quello ormonale in questa fase sono un po’ alterati, si potrebbero scatenare allergie che per essere curate necessiterebbero di prodotti cortisonici o antistaminici, tossici per il feto. Con Botanea, consiglio lo stesso approccio: test allergico e se si può si procede, altrimenti no”.

Come si inserisce Botanea nell’ambito del progetto sostenibilità L’Oréal?
“Dando risposta a tre sfide, che vanno dal dettare le tendenze a soddisfare la voglia di naturale in termini di performance fino a porre attenzione all’ambiente e alla filiera di lavorazione. Oréal è un’azienda leader che deve non solo seguire ma anche anticipare le tendenze, dettare delle linee che poi diverranno comuni e che andranno a impattare sul linguaggio e sulle abitudini delle consumatrici. Quindi ha una responsabilità da market leader. Un altro aspetto è come soddisfare la richiesta di naturale in termini performanti, perché il grosso problema fino ad oggi è stato quello di avere prodotti naturali ma con performance non elevatissime e non del tutto soddisfacenti. Il terzo aspetto è creare prodotti naturali, con attivi funzionali naturali coltivati in posti in cui c’è la necessità di essere eco-solidali, eco-compatibili, portando know how e migliorando la qualità di vita di chi lavora le coltivazioni oltre che migliorando le prestazioni nel controllo di qualità per soddisfare i nostri standard”.

Come si inserisce Botanea nell’ambito di tutte le colorazioni L’Oréal Professionnel? Come alternativa o complemento?
“Un complemento, nel senso che se sono una consumatrice con una gran quantità di capelli bianchi che voglio coprire o se desidero un colore uniforme, classico, allora mi oriento sull’offerta classica. Se il mio obiettivo è un colore naturale, la copertura dei capelli bianchi mi interessa ma non è fondamentale e voglio una colorazione meno artefatta, allora provo Botanea. Quindi è un servizio che si aggiunge a quelli esistenti e che in prospettiva diventerà di massa. Un percorso che iniziamo oggi con le nostre consumatrici e che vedremo svilupparsi molto nei prossimi anni”.

Prevedete ulteriori sviluppi di questa linea, nuove piante con nuove sfumature di colore?
“Sì certo, siamo partiti da queste tre, Henna, Indigo e Cassia perché sono quelle che hanno la migliore capacità di diffondersi nella fibra capillare, quindi di superare la cuticola e fissarsi in modo da poter parlare di colore permanente. Oggi altre piante da cui si estraggono colori, come il mirtillo, non danno garanzia di penetrazione, diffusione e durata altrettanto elevate, ma quello che stiamo cercando di fare è lavorare per ottenere dei biondi più freddi e dei rossi più intensi”.

Si prevede anche una linea di hair care Botanea?
“Come hair care L’Oréal Professionnel propone Source Essentielle, la primissima gamma di prodotti per la cura dei capelli di origine naturale ricaricabile in salone. E i servizi che stiamo lanciando con Botanea prevedono rituali proprio con questa linea naturale, shampoo, conditioner e maschera. L’idea è di far vivere un’esperienza totalmente green in salone”.

Parlando di evoluzione dell’animo green, lei come vive questo momento? Ha visto un grande cambiamento, di che tipo e in che direzione?
“In questo periodo ho avuto contatto con molte influencer e ragazze che si colorano i capelli a casa con sostanze naturali o che credono tali, applicando sulla testa impacchi coloranti con materie come yogurt, uova, henna, che tengono in testa per ore. E quando abbiamo mostrato loro il prodotto, abbiamo notato che la brevità della lista di ingredienti le ha colpite molto, oltre alla durata del servizio in salone che si aggira intorno ai 30 e 60 minuti, un lasso di tempo considerato veloce da questo tipo di clienti. La mia percezione è che abbiamo una generazione, le cosiddette millennials, spaccate in due: le fondamentaliste davvero interessate a questo mondo e che pur non possedendo i mezzi economici fanno di tutto per approcciarvisi e tutta un’altra fetta di mercato non ancora attenta a questo tema. Personalmente, prevedo una crescita delle prime e con Botanea ci siamo portati notevolmente avanti sul mercato”.

fonte glamour 26/04/2018

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